LA CONSAPEVOLEZZA E' UN FIUME
Prova a pensare a un fiume in una fredda giornata invernale.
Quando si formano i primi ghiacci, parte della superficie dell’acqua si sta gelando.
Con l’aumentare del freddo, la temperatura scende sotto le zero e tutto il fiume si ghiaccia.
Ogni movimento, ogni fluire è cessato.
La consapevolezza è un fiume, una corrente – con l’aumentare dei pensieri la corrente si gela.
Se i pensieri sono troppi, se le barriere della mente sono eccessive, ogni fluire diventa impossibile.
E il fiume si congela completamente. E tu sei già morto.
Ma se il fiume scorre in libertà, se scioglie i ghiacci, se ridai vitalità a ciò che si era congelato, a tutti i pensieri…
Ecco l’essenza della meditazione: uno sforzo per sciogliere il ghiaccio dei pensieri.
Essi possono essere ricondotti al flusso della consapevolezza.
Quindi il fiume riprende a scorrere, e la sua corrente è di nuovo vitale, va verso il mare danzando.
Ma perché molta gente ama chiudersi nel ghiaccio?Perché un fiume gelato non può muovere verso il mare. E il mare significa morte.
Il fiume dovrà scomparire, svanire per sempre, diverrà uno con l’infinito, non sarà più un individuo.
Quando la mente ha paura, diventa un vortice di pensieri.
E se sei un uomo di troppi pensieri, dal mattino alla sera, e dalla sera al mattino, continui a pensare: di giorno sono pensieri, una frequenza ininterrotta di pensieri, e la notte sogni sopo sogni, all’infinito – il tuo fiume è congelato. E anche questa è una conseguenza della paura:
il tuo fiume è gelato al punto che non puoi muoverti, quindi l’oceano rimarrà sempre lontano.
Se ti muovessi, cadresti inevitabilmente nell’oceano.
La meditazione è uno sforzo per scongelarti.
Un po’ alla volta i pensieri si scioglieranno come neve al sole torneranno a scorrere in un unico flusso, e la mente ritornerà ad essere una corrente.
Ora niente più ti trattiene: senza più ostacoli scorri verso il mare.
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