PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA VITA
«Ecco le regole per prendersi cura della propria vita» disse Lao-zi. «Riuscite ad abbracciare l'unità? a non perderla mai? [...] a fermarvi in tempo? a ritrarvi quando è necessario? [...] a conservare libero il vostro spirito? a restare semplice? a tornare allo stato della prima infanzia? Il neonato vagisce tutto il giorno senza diventare rauco, così perfetta è l'armonia della sua costituzione.
Per tutto il giorno stringe le mani senza fare sforzi, perché partecipa dell'energia primigenia. [...] Cammina senza sapere dove va e se ne sta tranquillo senza sapere quello che fa. Si piega a tutte le cose e ne segue le fluttuazioni. Ecco le regole per prendersi cura della propria vita».
«La pratica di queste regole è la virtù dell'uomo perfetto?» chiese Nan-rong Chu.
«Certamente no» rispose Lao-zi. «La pratica delle regole rappresenta solo il disgelo durante il quale l'uomo si sbarazza dei suoi pregiudizi. L'uomo perfetto divide con gli altri il cibo della terra; divide con gli altri la gioia del cielo, ma non si lascia turbare dagli uomini né dalle cose e da ciò che contengono di utile o di nocivo. Egli non prende parte alle loro bizzarrie; non si immischia in alcun progetto umano [...]. Va liberamente e torna in assoluta semplicità. [...]».
«Quello che avete appena detto rappresenta dunque la perfezione suprema?» chiese Nan-rong Chu.
«Non ancora» proseguì Lao-zi. «Ho detto: riuscite a tornare bambino? Egli si muove senza sapere quello che fa e cammina senza sapere dove va. Che il vostro corpo sia simile a un ramo di albero secco! Che il vostro spirito sia simile alla cenere spenta! Così non sarete visitato né dall'infelicità né dalla felicità [...]».
Adattatevi agli esseri nel vostro comportamento esteriore, abbiate uno spirito non prevenuto; vegliate sulla vostra interiorità e così penetrerete gli altri. [...]
Colui che non agisce secondo la propria sincerità interiore agisce sempre a sproposito. Le sue azioni non si imprimono nella sua anima, perché ciascuna di esse rappresenta una sconfitta interiore. [...]
Coloro che mirano alla propria perfezione interiore agiscono senza lasciare nome; [...] coloro che mirano alla ricompensa sono solo dei mercanti. [...]
Il Tao circola e produce la differenziazione: la nascita e la distruzione. [...] Quiete è considerare ciò che ha una forma alla stregua di ciò che è senza forma. [...]
La porta del cielo è il non-essere da dove sorgono tutti gli esseri del mondo. L'essere, infatti, non può trarre il suo essere dall'essere; nasce necessariamente dal non-essere. Il non-essere è di per se stesso, lì risiede il tesoro del Santo.
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