ATMAN
(Fonte: flickr.com - autore Capitan Giona - opera Shell Player - con licenza Creative Commons)
ATMAN:
L’atman è il non nato quello da cui tutto si produce.
Ma la maya(illusione – ignoranza) ci porta a sperimentarlo come Jiva:
Jiva è un equivalente sanscrito della parola anima.
Durante l’incarnazione, il Jiva, si trova nello stato collegato con il corpo materiale. Essa vive in esso, percepisce il mondo tramite gli organi dei sensi del corpo, con il suo aiuto reagisce e pensa tramite il cervello che si trova nel corpo.
Perciò l’uomo incarnato comune non riesce, almeno mentalmente, a non identificarsi con il proprio corpo e con la propria mente (manas in sanscrito).
Spesso si confonde il Jiva con l’atman o addirittura con il Brahman.
Chiariamo la questione con questo esempio:
C’è dell’aria chiusa dentro un vaso, e poi c’è dell’aria fuori da questo vaso.
L’aria esterna (tutta) è il Brahman(Dio),quella interna al vaso è l’atman.
Due parole sull’atman:
ātman" ricorre innumerevoli volte nella tradizione vedica, è il perno centrale sul quale ruota tutta la riflessione upaniṣadica, una ricerca sull'essenza ultima dell'individuo. Il termine vi ricorre però con molti significati, che vanno intesi come analogie o aspetti volti a spiegare ciò che non è certo spiegabile con gli elementi del linguaggio. "Ātman" indica via via il corpo, il soffio vitale, la coscienza spirituale, il vero soggetto dell'uomo, il Sé del mondo, e come elemento ultimo in questa scala ricostruita, Brahman medesimo.
È questa identità fra ātman e Brahman il caposaldo che la letteratura critica delle Upaniṣad individua quale risultato rimarchevole.
Torniamo al vaso e all’aria:
Ma bisogna specificare che l’aria interna al vaso (atman) è della stessa qualità di quella esterna (Brahman).
Quando l’atman rivolge la sua attenzione all’involucro (vaso) che lo separa dal Brahman (aria esterna) ecco che percepisce il Jiva(involucro – percezione).
Ma la natura reale dell’atman non è il Jiva (involucro) ma solo e sempre quella dell’aria (Brahman).
Quindi l’atman sbaglia quando guarda il vaso (Jiva) e si identifica con esso.
Il fine della pratica spirituale è realizzare che l’atman è il Brahman,da sempre!
Felipe
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